“Mio figlio autistico umiliato al Carrefour”

 

 

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http://magazine.excite.it/news/12054/Mio-figlio-autistico-umiliato-al-Carrefour
"Mio figlio autistico umiliato al Carrefour"
10:54 lun 15 settembre 2008
Grave caso di discriminazione al Carrefour di Assago (Milano).
A denunciarlo sul suo blog è Barbara, madre di un bimbo autistico di quattro anni.
Di seguito pubblichiamo la lettera scritta dalla donna.

La lettera di Barbara
Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di Assago
Mi chiamo Barbara  e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.
Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete: Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo; Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari; Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”
Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.
Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.
Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago.
Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto.
Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina.
Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage.
Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.
Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno.
Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più.
Non cento, una ventina.
Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo.
Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”.
Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene!Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!”
Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare.
A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante.
In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico.
Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo.
Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.
Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.
Ho pianto. Dal dolore.
Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:
-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.
Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.
Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.
Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

e una vergogna nel 2008 non dico altro se no mando parolacce.

 

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6 risposte a “Mio figlio autistico umiliato al Carrefour”

  1. francesco ha detto:

    CIAO APPREZZO MOLTO IL VOSTRO OPERATO NEL SOCIALE SIETE GRANDI, PURTROPPO IN QUESTA DICIAMO SOCIETÀ LE PERSONE CHE HANNO DEGLI HANDICAP SONO CONSIDERATE SOLO D IMPICCIO ,CIAO

  2. Giuseppe ha detto:

    Evidentemente il fotografo e la signorina erano incapaci di intendere e volere, in pratica erano gli unici veri portatori d\’handicap presenti in quel momento.
    Tuttavia mi viene in mente un pensiero. Gesù morendo sulla croce esclamo\’: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno".
    Perciò Barbara, capisco la tua rabbia, ma tu e tuo figlio, che siete persone molto più intelligenti di quei due, perdonate la loro idiozia, pur facendo valere i vostri diritti in tutte le sedi.
     
    Ciao Barbara, abbraccia tuo figlio e dagli un bacio da parte mia.
     

  3. Stephan ha detto:

    Senza parole…..
    non c\’è nulla da aggiungere …..

  4. Sensual ha detto:

    m\’hai fatto piangere…avrei voluto poterlo abbracciare quel bimbo…huai a ki mi tocca i bambini sono troppo lontana per fargli "giustizia" ma se c\’è qlkosa da firmare per far valere i suoi DIRITTI (purtroppo in Italia funziona così) nn hai che da farmelo sapere provvederò…un abbraccio a lui e alla mamma

  5. §oñ‡å™ ha detto:

    =( ma in che schifo di mondo viviamo? e poi parlano tanto fieri delle leggi qnd poi nn le rispettano…. schifo..il mio compagno di banco è autistico..ed è simpaticissimo..nn vedo cs ci sia di strano..gli vogliamo tutti bene…ma andatevi a nascondere..se ragionate così..tutto qsto è solo un kiaro esempio di IGNORANZA.
     
    un bacinu al piccolo..

  6. vincenzo ha detto:

    Resto senza parole di fronte all\’inciviltà. Alla mamma ed al piccolo va tutta la mia solidarietà con affetto vi abbraccio……….Vincenzo

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